Monthly Archives: January 2009

Il libro di Carlo A. Martigli, La Resa dei Conti – Castelvecchi Editore – Roma)

“Il libro di Carlo A. Martigli, La Resa dei Conti (Castelvecchi Editore – Roma) susciterà un vespaio di polemiche. Quasi come un “pentito” della finanza creativa Martigli riesce a svelare tutti i trucchi e le storture
di un sistema finanziario che ha prodotto il peggiore disastro della storia dell’economia. Il tutto con un linguaggio comprensibile a tutti, in modo che l’informazione arrivi veramente a destinazione e non sia un
semplice e fumoso discorso tra gli “iniziati” della finanza. Martigli è un po’ come un illusionista che commette il peggior tradimento nei confronti dei suoi stessi colleghi, e svela agli spettatori le finte magie da palcoscenico.
Purtroppo per tutti, Martigli spaventa, presentandoci gli scenari, soprattutto in Italia, che seguiranno alla crisi. Se la finanza potrà risollevare la testa, l’economia soffriràancora a lungo e ne faremo le spese tutti noi. Martigli va contro tutti i politici e gli economisti che in questo periodo cercano di minimizzare ciò che accadrà e infondono parole di ottimismo, ma i dati sono tutti dalla sua parteamico mio Carlo, e soprattutto quello che ogni giorno accade, silenziosamente, ai lavoratori, operari, impiegati e dirigenti delle nostre aziende, grandi o piccole che siano. Quasi tre anni fa l’economista americano Roubini mise in guardia Wall Street e venne preso in giro.
Oggi però tutti lo stanno a sentire, aveva ragione lui, aveva previsto tutto. Noi vorremmo che Martigli si sbagliasse e pensiamo lo voglia anche lui. Ma le sue parole, i suoi dati, la sua logica non lasciano molto spazio se non a una piccola speranza.
Ma tutto dipende, conclude, dalla nostra capacità di cambiare il modello di vita, altrimenti, dice Martigli, se e quando supereremo questa crisi, ne arriverà un’altra a metterci definitivamente in ginocchio. In appendice al libro c’è infine un glossario imperdibile, cinquantadue termini finanziari ed economici, conditi dalla penna
ironica e graffiante di Martigli, già conosciuto al grande pubblico dei ragazzi per i suoi romanzi fantasy. Non una svolta, ma una parentesi catartica, per segnare il confine tra la magia nera della finanza creativa e quella bianca della creatività letteraria.
Creativity, in accordo con Unilibro, ti consente di acquistare direttamente, clicca qui

Professionisti del fumetto all'appello!

La redazione del Dizionario del Fumetto ci invia un nuovo appello, rivolto ai professionisti del comicdom italiano: “Il Dizionario del Nuovo Fumetto Italiano raccoglie e indicizza la biografia (completa di foto e vignetta) di sceneggiatori, disegnatori, matitisti, coloristi, letteristi, capo redattori, editori di comics del passato e del presente di ogni area professionale; dal fumetto d’autore a quello popolare; le autoproduzioni; gli autori che pubblicano solo online e i bloggisti che dibattono di comics sui vari forum. L’obiettivo è stivare nella prima edizione almeno 2500 voci. L’invito a segnalarsi presso la redazione è ancora valido, anzi, affrettatevi: se avete almeno una pubblicazione nel curriculum, sia nel circuito indipendente che in quello ufficiale, scrivete una mail a dizionario@coniglioeditore.it fornendoci: – nome, cognome, eventuale nome d’arte con cui firmate i vostri lavori, luogo e data di nascita – un breve cenno sugli esordi – un breve elenco di pubblicazioni (almeno 5 titoli, specificando sempre anno di pubblicazione, editore, testata) – una vostra foto jpg a 300 dpi, bianco e nero o colore, di almeno 10 cm di lato, in cui sia ben visibile il vostro volto (evitare foto prima infanzia, trucchi Photoshop, maschere, bambini e partners di corredo) – una vignetta o tavola già pubblicata, formato jpg a 300 dpi, di almeno 10 cm di lato, specificandone i riferimenti di pubblicazione.”

Artsenal63 comunica che è stato attivato il canale A63 LIVE WEBTV

Sarà possibile seguire in diretta gli eventi, le performance, i vernissage ospitati ad Artsenal63 e rivedere quello che si è perso, accedendo alla library degli eventi.

Vogliamo così fornire un ulteriore servizio a tutti quegli artisti che usufruiscono dello spazio che Artsenal63 mette a disposizione. Per gli artisti emergenti, per i giovani artisti, poter accedere a canali che permettono una maggiore visibilità all’interno del mondo dell’arte, è fondamentale per farsi conoscere, acquisire credibilità e interesse da parte di chi opera nel variegato e spesso non facilmente accessibile, mondo/mercato dell’arte.

Per accedere:
dal nostro sito www.a63.it, cliccare sulla scritta A63 LIVE WEBTV che sarà visibile nella home page durante la diretta.

VESTIRE IL LIBRO – Collezione Elia Barbiani – Giorgio Conti

È una collezione unica in Italia per organicità e dimensioni, di cui viene esposta per la prima volta una selezione.
La mostra, ideata dal libraio antiquario milanese Andrea Tomasetig e realizzata dall¹Assessore alla Cultura del Co-mune di Gorgonzola, Elvira Faenza, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Milano Est, presenta 150 libri.
L¹attenzione è rivolta tutta alle copertine create da quindici grandi grafici: dai maestri Bruno Munari e Albe Steiner a John Alcorn, Fulvio Bianconi, Bruno Binosi, Mimmo Castellano, Pierlulgi Cerri, Giulio Confalonieri, Silvio Coppola, Mario Dagra-da, Anita Klinz, Enzo Mari, Mario Mariotti, Studio Unimark (Bob Noorda – Massimo Vignelli – Salvatore Gregorietti), Ferenc Pintér. ‘
Dalla mostra e dalla collezione la grafica editoriale emerge come punto di forza del made in Italy, accanto al design e alla moda, non solo da un punto di vista estetico, ma anche per l¹educazione del gusto del pubblico. Le case editrici e gli editori più illuminati, come sostengono Elia Barbiani e Giorgio Conti, ³sono riusciti a dare un apporto educativo al gusto visivo delle generazioni del dopoguerra, molto più di quanto possano averlo fatto molti musei o mostre d¹avanguardia².

VESTIRE IL LIBRO
I Maestri della Grafica Editoriale italiana
(1945 – 2000)

17 Gennaio – 8 Febbraio 2009

Biblioteca Comunale di Gorgonzola, via Montenero 18
Orari:
da martedì a domenica ore 9,30 – 12,30 € 14- 18,30
Informazioni al pubblico:
Biblioteca Comunale di Gorgonzola – tel. 02 9515698
Sistema Bibliotecario Milano Est – tel. 02 95712871
http://www.bibliomilanoest.it

Intervista a Raffaele Bortone titolare dello studio di animazione Animundi di Roma, produttori della serie Tv " I Saurini".

La rubrica delle interviste a protagonisti del settore quali editori, disegnatori, sceneggiatori e quant’ altro. Tutte le interviste saranno curate dal noto sceneggiatore/fumettista Niccolò Storai e pubblicate sul sito StudioCreativity.

S.C. – Partiamo subito con una domanda dura; come è messo il mondo dell’ animazione italiana?

R.B. – In un momento della nostra Storia come questo, con l’economia mondiale in recessione, i dati potrebbero non essere particolarmente obiettivi dal momento che non appena iniziano i problemi economici i primi a farne le spese sono i cosiddetti beni di “non primaria necessità”, e i cartoni animati sono chiaramente tra questi. Tutto sommato invece, analizzando gli ultimi anni, l’animazione italiana è sicuramente cresciuta, ma non da permetterci di essere inseriti tra le nazioni “forti” in questo campo. Purtroppo continuiamo a pagare la pesante anomalia di non avere di fatto una pluralità di interlocutori da affiancare alla RAI, di fatto unico soggetto produttivo nel nostro Paese in questo campo. Basta guardare al resto d’Europa – la Francia in testa – per capire che il nostro è un collo di bottiglia che si fa sempre più stretto, dal momento che continuano ad aumentare le Società che vogliono cimentarsi in questo campo – spesso provenendo da altri ambiti – ma continuando ad esserci sempre e solo un unico referente, spesso caratterizzato da revisioni di budget quasi sempre al ribasso. Credo sia giunto veramente il momento per il varo di una normativache regoli un settore che potrebbe essere foriero di importanti prospettive legate all’economia, al lavoro e all’esaltazione del talento italiano. Questo ci permetterebbe concretamente di moltiplicare casi invece isolati come Rainbow e Winx.

S.C. – Quali sono le principali difficoltà che si incontrano nell’ aprire uno studio di animazione?

R.B. – I motivi che accennavo prima hanno il loro peso e sono causa di quella che ritengo essere la maggiore difficoltà che si incontra nella decisione di aprire uno Studio di animazione: la mancanza di continuità lavorativa. Con un unico interlocutore – la RAI – potete ben immaginare che tempistiche si prospettano per prendere decisioni e avere risposte. E con un unico interlocutore, e quindi con un unico budget, molti no si devono dire, magari anche a progetti validi. Purtroppo uno Studio, una società di produzione, ha degli oneri  di gestione imprescindibili e costi fissi  inalienabili quali l’affitto, la luce, il telefono. Talvolta aspettare per troppo tempo una risposta equivale a prosciugare le risorse di un’azienda che potrebbe veder arrivare un consenso troppo tardi. La realtà è che non è più tempo di improvvisarsi. Bisogna avere idee ben chiare, esperienza e meglio ancora un progetto d’impresa che fissi gli obiettivi e che abbia studiato le potenzialità e lo stato del mercato.

S.C- L’ animazione 2D e la stop motion hanno ancora un futuro oppure verranno soffocate dal 3D?

R.B. Questa è una domanda che mi sta molto a cuore, ma ritengo che vada fatta una distinzione.
Ritengo personalmente che il 2D e il 3D siano due espressioni artistiche profondamente diverse. Se dovessi scegliere nel dire quali tra il 2D e la stop motion possa venir soffocato dal 3D, non avrei esitazione nel dire la stop motion. Infatti mentre ritengo il 2D l’arte di far muovere dei disegni  – disegni animati, appunto – il 3D tende a riprodurre virtualmente la realtà. I suoi ambienti e i personaggi modellati possono essere a tutti gli effetti confusi con “oggetti” reali costruiti e poi ripresi dalla cinepresa. In questo senso mi sento di dire che il 3D sia l’evoluzione della stop motion, dal momento che l’unica possibilità di muovere pupazzi in ambienti ricostruiti in scala era quella di farlo a passo uno, con un lunghissimo e faticosissimo lavoro di “pose to pose”. L’esempio della inglese Aardman con il loro ultimo film “Giù per il tubo” è eloquente: sono passati dalla plastilina al 3D per emulare lo stesso medesimo risultato. Il 2D non potrà essere soppiantato dal 3D,  per il semplice fatto che l’ultimo non è l’evoluzione del primo, al contrario di quanto è avvenuto nella stop motion e nella clay animation. E’ inoltre una questione estetica. Tutti sanno chiaramente distinguere un cartone animato da un cartone in computer grafica, nel senso che tutti vedono una differenza tra qualcosa di disegnato (es. biancaneve), da qualcosa che sembra “realistico”  (es. Toy Story). Se prendiamo invece il target dei più piccoli (prescolare), “l’innovazione” della proposta 3D non viene addirittura percepita, mentre sentono più vicina a loro la tecnica del disegno, che permette  loro l’emulazione grafica. Non dimentichiamoci inoltre che il 3D è stato cavalcato dalle grandi Major per distinguersi dalle tradizionali produzioni e creare la novità. Una novità che costava carissima e che solo loro potevano permettersi. Con il crollo dei costi della tecnologia il 3D è ora divenuto accessibile a tutti, con una certa saturazione di prodotto dai più disparati livelli qualitativi. E’ eloquente quanto fatto dai produttori del film dei SIMPSON, dove lo slogan recitava “tassativamente in 2D” quasi ad indicare la ritrovata originalità di un film bidimensionale rispetto ormai alla “normalità” dei prodotti  3D!

SC- Parliamo della vostra ultima produzione i Saurini, che genere di serie è, e  a chi si riferisce e quali sono i suoi scopi e le sue finalità-

R.B.-  La serie coprodotta con RAIFICTION e andata in onda su RAIDUE a Novembre e ora trasmessa fino a Gennaio su RAI GULP, è un’avventura dai buoni sentimenti. Il target di riferimento è compreso tra i 4 e gli 8 anni. I cuccioli di dinosauro che cercano i loro genitori persi nel Tempo hanno questa età, e  imparano, crescono e si fortificano grazie agli insegnamenti che derivano dalle tante situazioni che incontrano e risolvono. Scoprono il valore dell’amicizia, dell’unione e della forza che ne scaturisce. Anche gli insegnamenti del Vecchio Saggio dei Monti Rossi risultano per loro estremamente utili. Un modo simpatico per ricordare ai giovanissimi che l’esperienza è un bene prezioso, e i “nonni” ne sono l’essenza.
I viaggi nel tempo mettono i protagonisti a contatto con gli usi e costumi propri di una certa Era o un determinato periodo storico. Ma non per questo la Serie vuole essere un prodotto esclusivamente “educational”. Marginalmente può essere invece considerato un prodotto di “edutainment”, dove il puro intrattenimento si  accompagna alla ricostruzione degli ambienti e degli oggetti frutto di una ricerca puntuale.
L’importante è per noi il mantenimento di uno standard di qualità nella realizzazione e nei contenuti superiori alla media dei prodotti in circolazione. E’ questo che ha permesso ai SAURINI di essere il cartone più visto durante la sua programmazione nel contenitore CARTOON FLAKES di Raidue. Un cartone che mette d’accordo tutta la famiglia.

SC- Quanto tempo impiegate per realizzare un episodio della serie?

R.B. – Il discorso sarebbe molto più complesso. Non è possibile scindere il tempo necessario per  la realizzazione di un episodio da tutto il resto della produzione. Il tutto si composita in un intricatissimo “planning a cascata” che come per magia (ma è semplice e pura pianificazione) dopo un periodo di “gestazione” tra le 9 e le 14 settimane “partorisce” il primo episodio e a seguire settimanalmente tutti gli altri. Un giorno se ci sarà tempo vi farò uno schema…

SC- Com’ è organizzato il lavoro all’ interno delle studio?

R.B. – la realizzazione di un cartone animato è un grande lavoro di equipe. Più è corposo il cartone, più grande è l’equipe. Per una grande produzione “tradizionale” come è stata quella dei SAURINI, nel nostro Studio abbiamo realizzato tutta la pre-produzione: soggetti, sceneggiature, character design, background, oggettistica (props), color-model e tutto il controllo del timing e degli storyboard (la regia). Tutto questo è stato realizzato per ognuno dei 26 episodi della serie grazie ad un team di circa 40 persone.  La produzione esecutiva delle animazioni e dei fondali è stata una impegnativa triangolazione Italia-Cina-Corea che ha coinvolto oltre 400 persone. Una volta ricevuto il compositing di ogni episodio si tornava nel nostro Studio per il montaggio e l’editing finale, dopo aver passato in precedenza decine di ore in sala di doppiaggio con le “voci” dei protagonisti. Insomma un lavoro bellissimo ma credo si sia capito, estremamente impegnativo.

SC- Per tutti coloro che non sono mai entrati in uno studio di animazione, ci puoi brevemente parlare delle varie figure professionali che troviamo all’ interno di uno di questi?

R.B. – Anche in questo caso non possiamo dire di poter trovare gli Studi strutturati tutti nella stessa maniera. Pertanto mi limiterò ad elencare  alcune figure professionali che è possibile che almeno una volta transitino in uno Studio di Produzione. Il regista ovviamente, lo scrittore/sceneggiatore, il character design, lo scenografo, l’addetto allo studio dei colori, chi realizza lo storyboard, l’animatore, lo scompositore, l’intercalatore, chi fa i clean-up, l’addetto al pencil test, l’addetto al montaggio, ecc, ecc, ecc, ecc, E per ognuno di questi si può moltiplicare x2, x3, x4, x5…Visto quanta gente?

S.C. – Quali sono i vostri stumenti di lavoro?

R.B. – Gli strumenti “meccanici” con cui lavora uno Studio di produzione non sono molto importanti. Probabilmente sono gli stessi che possiamo parzialmente trovare anche in uno Studio di progettazione edile, o topografico o del geometra: matite, carta, computer, software, tavoli luminosi. Ma gli strumenti unici che si utilizzano all’interno di una “fabbrica di cartoni animati” sono una passione amplificata e una fantasia contagiosa. Queste sono le vere “anime” di chi fa animazione e che trasformano qualunque sogno in realtà!

S.C- L’ animazione è legata ai propri personaggi ma quand’ è che un personaggio funziona, che caratteristiche deve avere per definirsi riuscito?

R.B.- Ovviamente non esiste una formula che rende perfetto un personaggio a tavolino. Le componenti sono evidentemente molteplici, come molteplici sono i pubblici a cui ci si rivolge, con modi di “sentire” altrettanto diversi. Forse sembrerà banale, ma i personaggi devono avere una loro coerenza e una loro credibilità, anche nelle ambientazioni più incredibili. E così ci sembra assolutamente normale che topi e paperi parlino, si vestano e vadano in auto, ma all’interno di una città costituita, con nuclei familiari ben definiti e con atteggiamenti sociali riconoscibili.

S.C. – Voi li guardate i cartoni animati? Quali?

R.B.- Beh, ovviamente tutti indistintamente, per poi decidere cosa piace e cosa no.

S.C.- La domanda più classica del mondo; quali sono i vostri progetti futuri?

R.B.- Più che dei nostri progetti futuri mi piace parlare del PROGETTO della nostra Azienda, che non è futuro, non è passato, ma spero sia un continuo presente. Ed è quello che si lega imprescindibilmente  ai valori della qualità e della novità a cui vorremmo che i nostri progetti venissero sempre associati. La qualità della serie “I SAURINI E I VIAGGI DEL METEORITE NERO” e la trasposizione in 3D stereoscopico dei cartoni 2D nati per la TV attraverso il nostro metodo proprietario STEREOTOON, ne sono una prova. Diciamo allora che probabilmente il nostro progetto futuro, il nostro obiettivo,  è quello di divenire – come diceva Federico Fellini che pochi sanno essere stato anche un grande disegnatore – , un aggettivo (“Felliniano”) e nel nostro caso: “Animundiano”.

ANIMUNDI Srl 2008 – I SAURINI – Tutti i Diritti Riservati.

Intervista a Fabio Berruti ideatore e amministratore di Infinite Statue

pubblicato: martedì 29 aprile 2008 http://www.comicsblog.it/

Lo scorso marzo abbiamo avuto modo di incotrare Fabio Berruti al Cartoomics 2008. Fabio è l’ideatore di Infinite Statue, società che realizza statue da collezione, ispirate al collezionimo del fumetto italiano. Da subito si è rilevata una persona estremamente gentile e disponibile, tanto da concederci un’esclusiva intervista che siamo lieti di proporvi.

Ciao, presentati ai nostri lettori.

Sono Fabio Berruti ideatore e amministratore di Infinite Statue, un progetto nato oltre 5 anni fa dal mio desiderio di vedere degli oggetti 3D tratti dal grande fumetto Italiano e soprattutto dalla domanda: perché in Italia non si fanno?. Come potete ben capire io sono un grande collezionista di statue ed action-figure da molti anni ma di tutti oggetti che naturalmente si rifanno ai comics made in USA e in alcuni rari casi d’oltralpe.
Non posso negare che tra la fatidica domanda e la reale messa in opera del progetto le difficoltà, la fatica, l’impegno e non ultimo l’investimento è stato notevole, ma un obiettivo primario per me è sempre stato alla base di tutto: l’altissima qualità dei prodotti. Ho voluto che le statue con il marchio Infinite Statue fossero al pari livello dei grandi produttori americani sia come progettazione, scultura, fattura e packaging, e ora posso dire con orgoglio che l’ho ottenuta. Ho fatto ricerche sia di consulenza che di produzione negli USA ed in Asia al fine di ottenere la qualità che ora si può apprezzare toccando con mano le nostre statue.

Come mai questa coraggiosa scelta di realizzare delle statue da collezione?

Credo in parte di aver già risposto ma voglio far notare che per tutti i nostri eroi dei fumetti, eccetto il caso di Diabolik, non esiste nulla che vada oltre il fumetto stesso; si ci sono libri, edizioni alle volte di lusso (rare), ma nulla che faccia sentire il collezionista che ormai ha tutto veramente appagato di qualcosa di unico. Le statue in Edizione Limitata come le nostre sono pezzi unici e destinati a divenire parte integrante di una collezione. Chi ha il numero 103 di Ken Parker lo ha solo lui e nessun altro. È anche questa la ragione che le tirature di Infinite Statue sono sempre piuttosto basse (e non potete immaginare lo sforzo economico e produttivo per farne così poche in un mondo che vuole il più ne fai meno costa più ci guadagni, credetemi!). E poi è un piccolo investimento destinato ad una sicura rivalutazione nel tempo , ad esempio, posseggo statue Weta o Bowens che valgono oltre 10 volte il loro valore iniziale.

Come nasce una statuina?

È un processo piuttosto lungo ed elaborato. Senza tediarvi con i termini e passaggi puramente tecnici, quando è possibile, una statua nasce prima di tutto nella testa dell’autore, ovvero: chiedo sempre agli autore come vedrebbero il loro personaggio finalmente in 3D e, passato il primo spiazzamento (quasi nessun autore italiano ha mai visto un suo personaggio in 3D), si inizia a lavorare sui disegni preliminari; questi poi saranno il materiale base per lo scultore che utilizzerà anche quante più informazioni possibili sul personaggio e tutti i suoi accessori tipici o più noti ai lettori. Dopo molte fasi di approvazione con l’autore si passa alla versione dipinta, e qui interviene un’altro professionista che dipinge la statua; per ultima ci sarà la prototipazione per la produzione vera e propria mentre io disegno il packaging (a proposito, sono un designer grafico e fotografo da oltre vent’anni).

Al vostro attivo avete i personaggi di: Ken Parker, il Signor Rossi, Zorry Kid, Cattivik, Cipputi ed altri, come mai la scelta di questi?

Prima di tutto ho sempre avuto fin dall’inizio l’idea di una sorta suddivisione in due distinte categorie, date soprattutto da un punto di vista scultoreo ovvero: figure umane pure e figure di fantasia. Questo perché questi due tipi distinti di personaggi vanno affrontati in modo totalmente differente: mentre il primo (umane pure, esempio Ken Parker) ha esigenze complesse di proporzioni, articolazioni, fedeltà del vestiario e relativi accessori e dove uno scultore che deve comunque interpretare si batte con la perfezione, il secondo (di fantasia, esempio Zorry Kid) è un concentrato di fedeltà al disegno anche dove è molto difficile rendere in 3D. Vedi il caso del Sig. Rossi: oltre ad essere un cartone animato è terribilmente piatto e addirittura quando è raffigurato di profilo ha i due occhi sullo stesso lato del viso, e le sopracciglia staccate dalla testa! Qui l’abilità interpretativa dello scultore è fondamentale. Così ho scelto dall’inizio personaggi differenti tra loro e anche per estrazione d’origine (fumetto, animazione, strisce, vignette). E poi ti confesso che non è stato facile andare a cercare delle licenze in quanto autentico Signor Nessuno Che Vuol Fare Delle Statue, ma chi mi ha dato ascolto sin da subito lo ha fatto con un entusiasmo veramente meraviglioso! Ora che Infinite Statue inizia a crescere è decisamente più facile farsi ascoltare.

Le serie sono numerate?

Le nostre sono tutte Edizioni Limitate e numerate singolarmente una per una e non più riproducibili, ovvero una volta esaurite non le rifaremo mai più. Solo la statuina di Rat-Man non è numerata singolarmente (per rimanere nel prezzo che sapete) ma è comunque limitata a 1.999 copie. A proposito tutti i numeri delle tirature delle nostre statue hanno un significato particolare, non sono dati a caso e presto sul sito sveleremo il mistero di ogni numero.

Ai vari personaggi di recente si è aggiunto anche Rat-Man di Leo Ortolani, come mai questa meravigliosa scelta?

Prima di tutto io ho sempre amato Rat-Man e pertanto come poteva mancare nella mia produzione? E poi chi aveva mai visto una statua di Rat-Man? Quando contattai la Stranemani per la licenza accolsero l’idea come una vera e propria bomba. Visto il successo che sta avendo (a proposito: non ne rimangono molte…) spero proprio di proseguire con gli altri personaggi del clan Rat-Man, vi immaginate un Tadeus Brakko, o magari un Piccettino picco piccolo?

Siete usciti ufficialmente allo scoperto al Cartoomics 2008 a Milano dopo l’annunciazione a Lucca Comics & Games dell’anno scorso, come mai tanto tempo?

Veramente volevamo essere a Lucca 2007 ma chiedemmo di partecipare quando arrivò la nostra prima produzione ed era tardi così gli organizzatori non riuscirono a trovarci un posto… così ci organizzammo per Cartoomics 2008.

Qual’è il tuo personaggio preferito? Quale vorresti vedere realizzato?

Più che preferito preferisco dire il mio porta-fortuna anzi la nostra mascotte che è il Signor Rossi, ma ognuno fa parte
del mio pantheon personale. Quale vorrei vedere in 3D per Infinite Statue? Alcuni sono in lavorazione, altri in attesa di ottenere la licenza e altri in attesa di convincere gli autori a farcelo fare, ad esempio Tex che tanti, tantissimi ci chiedono, ma che un certo Editore continua a non volerci far fare. Magari se ricevesse lui un po’ di mail a nostro favore, magari… (non vorrei diventare il Grillo delle statue 🙂 ).

Leggi fumetti? Ovviamente si, quali serie segui ad oggi?

Grazie al lavoro delle Planeta De Agostini divoro montagne di comics anni 70 e 80 oltre ai Dark Horse e diverse cose Marvel (tutti gli Ultimate per esempio), per l’Italia oltre agli ormai classici Dylan Dog e Martin Mister trovo molto interessante Nemrod (disegni stupendi!) o Volto Nascosto per esempio.

Avete e potete darci delle anteprime sulle prossime realizzazioni? Altri personaggi di Leo sono tra i vostri progetti futuri?

Una per tutte un incredibile Corto Maltese di cui vado particolarmente fiero e che ci è costato oltre un anno e mezzo di lavoro, ma ne è valsa la pena! Sarà in anteprima sul sito infinitestatue.com tra qualche settimana. La mia idea su Rat-Man è sempre stata quella di creare una vera e propria serie e personalmente li farei tutti, che ne dite di Leo?