Il libro di Carlo A. Martigli, La Resa dei Conti – Castelvecchi Editore – Roma)

“Il libro di Carlo A. Martigli, La Resa dei Conti (Castelvecchi Editore – Roma) susciterà un vespaio di polemiche. Quasi come un “pentito” della finanza creativa Martigli riesce a svelare tutti i trucchi e le storture
di un sistema finanziario che ha prodotto il peggiore disastro della storia dell’economia. Il tutto con un linguaggio comprensibile a tutti, in modo che l’informazione arrivi veramente a destinazione e non sia un
semplice e fumoso discorso tra gli “iniziati” della finanza. Martigli è un po’ come un illusionista che commette il peggior tradimento nei confronti dei suoi stessi colleghi, e svela agli spettatori le finte magie da palcoscenico.
Purtroppo per tutti, Martigli spaventa, presentandoci gli scenari, soprattutto in Italia, che seguiranno alla crisi. Se la finanza potrà risollevare la testa, l’economia soffriràancora a lungo e ne faremo le spese tutti noi. Martigli va contro tutti i politici e gli economisti che in questo periodo cercano di minimizzare ciò che accadrà e infondono parole di ottimismo, ma i dati sono tutti dalla sua parteamico mio Carlo, e soprattutto quello che ogni giorno accade, silenziosamente, ai lavoratori, operari, impiegati e dirigenti delle nostre aziende, grandi o piccole che siano. Quasi tre anni fa l’economista americano Roubini mise in guardia Wall Street e venne preso in giro.
Oggi però tutti lo stanno a sentire, aveva ragione lui, aveva previsto tutto. Noi vorremmo che Martigli si sbagliasse e pensiamo lo voglia anche lui. Ma le sue parole, i suoi dati, la sua logica non lasciano molto spazio se non a una piccola speranza.
Ma tutto dipende, conclude, dalla nostra capacità di cambiare il modello di vita, altrimenti, dice Martigli, se e quando supereremo questa crisi, ne arriverà un’altra a metterci definitivamente in ginocchio. In appendice al libro c’è infine un glossario imperdibile, cinquantadue termini finanziari ed economici, conditi dalla penna
ironica e graffiante di Martigli, già conosciuto al grande pubblico dei ragazzi per i suoi romanzi fantasy. Non una svolta, ma una parentesi catartica, per segnare il confine tra la magia nera della finanza creativa e quella bianca della creatività letteraria.
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