Intervista a Piano B Edizioni giovane e dinamica realtà editoriale

La rubrica delle interviste a protagonisti del settore quali editori, disegnatori, sceneggiatori e quant’ altro. Tutte le interviste sono curate dal noto sceneggiatore/fumettista Niccolò Storai e pubblicate sul sito StudioCreativity.

Piano B Edizioni è una giovane e dinamica realtà editoriale che in poco tempo ha dato dimostrazione di saper produrre libri e volumi di un certo interesse sia dal punto di vista dei contenuti che da quello della cura editoriale.

Incontriamo Andrea Guarducci, Editor e porta voce della Piano B edizioni.

SC-Ciao Andrea, partiamo subito con una curiosità, da cosa nasce il nome Piano B edizioni?

PB-Come sempre succede in questi casi, una volta deciso insieme ai miei soci quale fosse stata la nostra avventura, dovemmo iniziare a pensare a come chiamarla. Ricordo molte sessioni di “brainstorming” notturne intorno al tavolo di cucina, dove con l’immancabile aiuto di alcune bottiglie di vino, ognuno di noi proponeva i nomi che sembravano più interessanti. Cercavamo un nome in italiano, chiaro e conciso e che appartenesse al dire comune, in modo da rimanere impresso nella mente anche se letto o udito una volta sola.
Il risultato fu il Piano B, che rappresenta le idee e le soluzioni che per antonomasia funzionano sempre, quando il Piano A, per sua natura, fallisce. Ma la vera ragione è che cercavamo di individuare un nome che rispecchiasse il nostro modo di
fare libri, fondato su una ricerca originale di testi e grafica: un modo che, crediamo, ci distingue dagli altri. Cerchiamo di muoverci tra le varie arti alla ricerca di una sensibilità e di fermenti culturali diversi dai soliti. Ecco perché Piano B. Ci è sembrato subito un nome quanto meno interessante, e così eccoci qua!

SC-Voi siete una casa editrice molto giovane, ci puoi raccontare la vostra storia fino ad adesso?

PB-In effetti la nostra storia è abbastanza recente. Prima di intraprendere questo mestiere io e il mio collega Alessandro abbiamo seguito due Master dedicati alla formazione della figura del redattore editoriale; a questi sono seguiti due lunghi periodi di stage ciascuno presso diverse case editrici, toscane e non, dove abbiamo fatto esperienza e ci siamo occupati di quasi tutte le mansioni che il lavorare all’interno di una casa editrice richiede. Poi abbiamo deciso di provarci da soli. L’idea era quella di iniziare con un approccio più lieve al mondo dell’editoria, partendo magari da uno studio editoriale, così da lavorare un po’ per terzi, eseguendo editing, correzione di bozze, impaginazione e progetti grafici per conto di altre realtà, come altre case editrici, enti pubblici e semplici privati. Così nel 2006 nacque lo Studio Editoriale 451, in onore di Fahrenheit 451 (www.studio451.it)
Con i primi introiti dello Studio451 decidemmo di iniziare a pubblicare qualcosa di nostro.
Avevamo visitato la Fiera del Libro di Francoforte, e ci rendemmo conto che in Italia forse mancava qualcosa che negli altri Paesi ha più spazio: il libro illustrato per adulti. Titoli illustrati da ottimi artisti, spesso grandi classici della letteratura, non strettamente destinati ad un pubblico giovanissimo. Erano libri curati, dal grande impatto visivo, con illustrazioni bellissime.
Decidemmo di iniziare con qualcosa di simile. Scovammo una casa editrice spagnola che fa cose simili, e comprammo i diritti delle illustrazioni di un loro libro:
Il gatto nero e altri racconti dell’orrore, di Edgar.A. Poe. Allo stesso tempo facemmo illustrare La metamorfosi di Kafka a un grande artista italiano, Nicola Console, cha compiuto un lavoro superbo (basti pensare che le tavole originali del libro sono state acquistate, appena esposte in galleria, dal comune di Monza per la collezione permanente del futuro museo d’arte contemporanea della città). È così che i primi due titoli della collana Avatara videro la luce… gli Avatara sono le dodici reincarnazioni del dio Visnu, secondo la religione indù, e noi ci siamo appropriati di questo nome, volendo appunto reincarnare i grandi classici della letteratura in libri illustrati da artisti contemporanei.

Un’altra collana a cui teniamo molto è La mala parte, che fa della particolarità e dell’originalità la sua forza. La prima uscita è stata Il Trattato dei tre impostori: Mosè, Gesù, Maometto, un pamphlet illuminista di un anonimo discepolo di Spinoza, nel quale si afferma che i fondatori delle tre principali religioni sono stati nient’altro che abili manipolatori e sfruttatori dell’ignoranza e della creduloneria dei propri simili. Nel 1719, appena quest’opera vide la luce, in terra francese, fu immediatamente messa al bando della Chiesa, con il risultato di farla diventare il libro più ricercato nelle corti illuministe d’Europa. Re e principi fecero follie per riuscire a possederne una copia. Poi fu forzatamente dimenticata.
Noi l’abbiamo riproposta dopo vent’anni dalla sua prima edizione italiana, riscuotendo un buon successo di pubblico, permettendoci di lavorare già ad una seconda ristampa, con una nuova copertina e una più importante prefazione.
Ne
La mala parte è questo che facciamo: cerchiamo di scovare e proporre testi scomodi, dimenticati, ma sempre legati a doppio filo con l’attualità. In questa collana troviamo anche: H. Thoreau con Disobbedienza civile, O. Spengler con L’uomo e la tecnica.
Ascesa e declino della civiltà delle macchine e l’ultimo titolo appena uscito, un’antologia curata da noi dal titolo Stupefatti!, che racchiude Il trattato degli eccitanti moderni di H. de Balzac, Il poema dell’hashish di C. Baudelaire; Sulla coca di S. Freud e Perché la gente si droga? di L. Tolstoj. Alcuni degli scrittori più importanti del Novecento, uniti dal comune confronto che ognuno di loro ha avuto con l’uso e l’abuso di droghe, diffuse allora come oggi.
Non vorrei continuare oltre e annoiarvi troppo con la descrizione delle altre collane, ma invito tutti a venirci a trovare sul nostro blog, al quale seguirà presto il sito:
www.pianobedizioni.com.

SC-Quali sono le principali difficoltà che si incontrano nell’intraprendere un attività di questo genere?

PB-Le difficoltà sono molte, ma sono convinto che con la passione e con lo spirito di sacrificio si possano superare. Credo però che la difficoltà maggiore per un giovane editore sia rappresentata dalla distribuzione. Fare libri e poi non riuscire a venderli non ha senso. Noi siamo stati molto fortunati perché fin da subito siamo stati in grado di confrontarci con il mercato italiano, grazie ad un programma editoriale interessante, che ci è valso la distribuzione nazionale esclusiva per conto di Dehoniana Libri, di Bologna.

SC-Parlaci dei vostri libri, di quali sei più soddisfatto?

Sono estremamente soddisfatto di tutti i nostri libri: per noi sono come dei figli, che se ne vanno in giro per il mondo raccontando le loro storie e rappresentando le nostre scelte… Tutti hanno richiesto passione e lavoro allo stesso modo. Ovviamente qualcuno vende di più e qualcuno di meno, ma questa è un’altra storia.

SC-Quali sono i vostri parametri di giudizio nella scelta delle pubblicazioni?

Senz’altro la qualità dei testi e del lavoro. Non si può prescindere da quella: solo la qualità permette di fare un buon risultato.

SC-Partecipate ai festival, alle rassegne? Se si quali.

Ancora non abbiamo partecipato a nessuna rassegna o festival. Le visitiamo tutte però.
Speriamo di poter iniziare il prima possibile ad essere presenti come editori.

SC-Com’ è strutturata la vostra casa editrice, come vi dividete i lavori durante la giornata?

PB-Essendo in quattro in un piccolo ufficio, ci occupiamo tutti di tutto.

SC-Come vedi la situazione del mercato in Italia attualmente? La gente legge ancora oppure è completamente risucchiata dal grande fratello e amenità simili?

PB-Pur essendo gli italiani il popolo europeo che – dati alla mano – legge di meno in Europa, ho fiducia nel futuro. Credo si possa sperare in un ritorno del libro, nel piacere di leggere la sera, a tv spenta… Anche perché se la televisione continuerà ad offrire quello che offre, ci darà senz’altro una mano in questo senso. Spero che la gente finalmente riesca ad annoiarsi della televisione, che ripete da sempre se stessa, per riscoprire invece il piacere di un bel libro, storie sempre nuove e stimolanti. Credo che il libro e la lettura in generale rappresentino uno di quei piaceri che non potranno mai essere rimpiazzati da niente.

SC-Quali sono secondo te le caratteristiche che deve avere una persona per fare l’ editore.

PB-È una domanda difficile, credo proprio di non avere le capacità per darti una risposta definitiva, ma credo che l’amore per i libri e per la letteratura in generale siano fondamentali, insieme a un giusto mix di imprenditorialità, coraggio e follia.

SC-Una domanda dalla spiccata originalità, quali sono i vostri progetti futuri?

PB-Stiamo preparando diversi titoli che andranno ad arricchire le nostre collane e ne formeranno di nuove. Tra tutti abbiamo in programma l’edizione italiana di alcuni racconti di A.Jarry, finora inediti nel nostro Paese.

SC-Per tutti coloro i quali fossero interessati a mettersi in contatto con voi, puoi fornirci i vostri recapiti?

PB-Certamente… Il nostri siti sono www.pianobedizioni.com e www.studio451.it . Troverete su queste pagine tutti i contatti che servono.