Monthly Archives: April 2009

Il Fumetto Belga per Bambini e Ragazzi

In occasione dell’anno dedicato al fumetto belga (2009)   l’Ufficio Belga per il Turismo Bruxelles – Vallonia, il   CTS (Centro Turistico Studentesco e Giovanile), la   Brussels Airlines  e l’Associazione italiana “Anonima Fumetti”, responsabile per gli aspetti  scientifici,  indicono il premio artistico dedicato ai personaggi tipici del fumetto belga.

L’obiettivo è far conoscere meglio la produzione fumettistica del Belgio, stimolando nel contempo, la produzione di fumetti per bambini e ragazzi in Italia.

Il Premio è riservato agli allievi di Scuole di Fumetto e di Scuole e Accademie d’Arte  e di grafica in Italia, quali licei artistici, Accademie di Belle Arti, di ogni ordine e grado.

Il Premio vuole stimolare la crescita di nuove leve di autori di fumetto invitando i giovani autori a impegnarsi nelle tematiche per bambini e ragazzi in Italia e sono dunque esclusi i professionisti del settore.

La partecipazione al Premio è gratuita.
Per maggiori informazioni Clicca QUI http://www.anonimafumetti.org/premiobelgio2009/

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Up! or down? Parliamone

Articolo di gattozeneise – © copyright afNews/autore – ISSN 1971-1824

Vorrei fare alcune personalissime considerazioni (del tutto opinabili) riguardo alle previsioni degli esperti USA sull’eventuale flop dell’ultimo film della Pixar, UP!, cercando di procedere punto per punto:
1) La veneranda età del protagonista..per lo meno per gli spettatori più giovani, tipici voraci consumatori di pupazzetti: ma è accettabile definire così delle persone, seppur giovanissime? E, comunque, forse i personaggi de I Simpsons sono tutti giovani? Molti gadget rappresentano personaggi anziani, soprattutto legati all?universo MANGA e ANIME, ma non solo (NB: da noi potrebbe costituire piuttosto un problema identificarsi con un uomo in pensione ? ). I ‘vecchi’ non sono mai stati un problema per i fruitori di cartoni e fumetti, spesso sono risultati tra i più affascinanti. Nonostante ciò, anche un campione di vendite come Geronimo Stilton ha dovuto subire un lifting drastico nel passaggio sul piccolo schermo visto in anteprima all?ultimo Cartoons on the Bay: eppure la sua caratterizzazione con occhialini da vista e pancetta è stata parte integrante del successo, perché pensare che alla TV il suo pubblico lo voglia invece giovane e scattante? E se fosse stata anche un’esigenza degli animatori stessi, è giusto snaturare un personaggio così consolidato (vedi Martyn Mistère/Mystery)? E che dire dei nipotini di Pippo e Paperino, trasformati in orridi teen-agers? La Disney sembra proprio avere il complesso della terza età!). Infine: se il nonnetto è arzillo e brillante, perchè non dovrebbe costituire un modello positivo per i ragazzi? In fondo è riuscito anche a volare, giusto?
2) La pellicola accusa la mancanza di una figura femminile carismatica: a dire il vero, l’unico personaggio femminile realmente memorabile sfornato da Disney/Pixar resta Mrs. Elastigirl de Gli Incredibili, le altre non si discostano troppo dal solito clichè di spalle romantico-buffe (vabbè, facciamo eccezione per la pesciolina distratta di Nemo), ma se la storia non richiede parti femminili rilevanti allora che senso ha crearle apposta? Volete donne eccezionali come la principesse di Ocelot e Miyazaki? Costruite una trama adatta a loro. Liberiamoci una buona volta da questo politically correct per cui ogni categoria dovrebbe venire rappresentata anche quando non serve: l?essenziale in un film è che la storia regga, punto e stop.
3) Ci sono lunghe parti senza dialoghi: in La città incantata di Miyazaki la sequenza forse più emozionante è il viaggio di Sen sul treno degli spiriti, con la sola voce della musica di Joe Hisaishi): non è necessario parlare a vanvera per due ore, le vere emozioni spesso sono mute. L’abilità del regista e dell’animatore si vedono proprio qui.
4) Alcune parti della pellicola sono “girate” in bianco e nero: se è funzionale al film, è un espediente che rende molto, come in un bel film visto a Rapallo, 00 di Marco Pavone, in cui serviva a visualizzare il ricordo del nonno del protagonista come fossero sequenze da cinema muto. Insomma, l?essenziale è che non siano espedienti messi a casaccio.
5) Un film poco commerciale e spendibile: ma chi lo decide?! Gli analisti di borsa e l’Herald Tribune non dovrebbero essere i principali suggeritori del destino commerciale di UP!, in quanto solo l?abilità della Pixar nel mettere la tecnologia al servizio di storie belle e complesse sarà in grado di decretarne l’esito al botteghino: se così non fosse vorrebbe dire che la cultura occidentale ha intrapreso una china pericolosa verso l?ottundimento totale del gusto personale e, di conseguenza, della libertà d’opinione. Non esagero: la t-shirt o il ninnolo firmati saranno sì necessari al rientro economico ma la capacità di emozionarsi di fronte a stimoli non telecomandati va preservata ad ogni costo; sfatiamo, poi, questo luogo comune: il cinema di animazione non è solo per i giovanissimi! La Thinkways Toys ha già annunciato che non produrrà alcun oggetto legato al merchandising del film: e se si rivelasse un errore strategico clamoroso? Sarebbe una salutare lezione per tanti profeti del marketing, incapaci di vedere al di là dei propri sondaggi. Up!, comunque, aprirà il prossimo Festival di Cannes: ormai sdoganata dall’elite cinematografica, paradossalmente l’animazione deve ora imparare ad affrancarsi dalle previsioni infauste di certi analisti, basate solo su fredde indagini di mercato ma capaci di influire pesantemente sulle scelte artistiche di molte aziende. Emblematico mi pare il caso della cosiddetta guru dei trend giovanili (!) Kelly Pena, la donna che sussurrava ai ragazzi(!), la quale per conto di The Walt Disney Company scandaglia la mente del cosiddetto target 6-14 anni (target vuol dire anche bersaglio, attenzione?) e fornisce loro, grazie a test preparati da antropologi (!), programmi su misura nei quali identificarsi a piacimento. Desiderio di personalizzazione, lotta per crescere, bisogno di essere premiati per piccoli successi, interattività che si esprime sul canale via cavo e web Disney XD? la spunta al posto della X perché se no la identificano con il segno di errore: ma non li staranno viziando un po? troppo, ‘sti ragazzi? Se alla fine il risultato è quello dei teen-agers in carriera della sit-chat Up’n Pop di RaiSat Smashgirls, brillantemente fasulli (e petulanti) come l?eroina di riferimento Hannah Montana, direi che l?intento educativo, se c’è, risulta alquanto ambiguo: vestirsi come, atteggiarsi come, parlare come, pensare come? La domanda nasce spontanea: ma li vogliamo proprio tutti identici? Per una grande azienda (quale la Disney è) la domanda è pleonastica: la teen generation deve comprare, e consumare, in modo omogeneo e quantificato, ma se ciò è giustificabile per un prodotto seriale la stessa logica non si dovrebbe accettare per i lungometraggi che, per fortuna, hanno ancora delle ambizioni artistiche e concettuali più profonde. Parlando di personaggi celebrati a Cartoons on the Bay: se Tomino Yoshiuki avesse pensato solo a compiacere il trend, probabilmente non avrebbe ideato la saga di Gundam; Talus Taylor in pieno ’68 si sarebbe ben guardato dal pensare la famiglia felice dei Barbapapà (sopravvissuta poi ad ogni ideologia); Bruno Bozzetto non avrebbe profuso soldi e fatica in un’incognita come West & Soda (piccola nota a margine: il suo MiniVip, ora riproposto, seppur edulcorato nella nuova serie PsicoVip, ha ispirato 40 anni dopo proprio il bellissimo Gli incredibili della Pixar, e la serie da lui diretta per Disney Tv Bruno The Great è stata trasmessa su tutti i Disney Channels del mondo? in Italia si continua a tributargli premi alla carriera ma finanziamenti per i suoi progetti di lunghi non se ne trovano mai? e vogliamo parlare del trattamento riservato alla Famiglia Spaghetti alla sua prima messa in onda? Il caso è speculare a South Park, considerato per bambini in base alla grafica e poi spostato a tarda notte: la Famiglia di Bozzetto ha preso quota non appena le è stata assegnata una collocazione più consona, fuori dal contenitore per più piccoli in cui era stata confinata). E Miyazaki Hayao? Il suo Studio Ghibli è nato proprio per staccarsi dalla produzione standard del mercato giapponese e per permettere una concezione dell’animazione unica e personale che non per questo ha nuociuto a livello economico,anzi! Con i film costantemente al top delle classifiche giapponesi, lo stesso merchandising del Ghibli non si è però tradotto in sfrenata produzione di articolame vario, bensì in limitate tirature sulla cui distribuzione all?estero vige un ferreo controllo : proprio per non sviare l’attenzione del pubblico dall’opera artistica, che rimane il fine principale dello Studio. Certo, un tale esito prevede costi umani ed economici eccezionali, e probabilmente non sarebbe stato possibile senza due personalità uniche come lo stesso Miyazaki e Takahata Isao (e ad oggi non si vedono ancora eredi?) ma il concetto è che per realizzare un sogno quasi utopico costoro non hanno certo stilato grafici di tendenza: ci hanno semplicemente creduto, anche contro ogni logica (ne Il Castello errante di Howl la protagonista è una giovane ragazza trasformata in nonnina che proprio grazie a ciò riscopre se stessa e trova la felicità). Le loro creature sono “vive” e dureranno per sempre, a differenza, secondo il mio umile parere, di tutta la massa di adolescenti virtuali coi capelli a punta (Il fenomeno DragonBall ha fatto dei veri danni, il suo successo globale influendo in modo deleterio sull’estetica dei giovani characters designers) che sembrano ritagliati sull’immagine che gli adulti vogliono avere dei giovani (musica, amicizia, amore, idealismo) ma dietro il cui look accurato non traspare un’anima. L’ipercinetica serie diretta da Maurizio Nichetti per RaiDue, TeenDays, purtroppo pare proprio seguire questa tendenza: le problematiche esistenziali dei giovani diligentemente presenti ma ficcate tutte insieme in un gran calderone che propone il successo come soluzione e riscatto ma senza grandi caratterizzazioni emotive,con una grafica stile anime che accentua la scarsa empatia con i protagonisti.
In conclusione, ritengo che il cinema d’animazione e il suo pubblico siano vittima di un pregiudizio di fondo che li vuole strumento e fonte di guadagno ma al contempo li relega in una dimensione di immaturità e dipendenza che mortifica la potenzialità espressiva di uno e nega la capacità dell’altro di gestire la propria emozionalità in modo consapevole. In nome di questo pregiudizio si pongono veti e censure su produzioni minori, esercitando di fatto un embargo sulle idee, e si annacquano le intenzioni intellettuali di film più ambiziosi (come Up!) sotterrandoli sotto tonnellate di “mangime per polli” le cui esigenze commerciali finiscono spesso col prevalere su quelle dell’opera in sé.
Clicca per vedere il trailer http://www.youtube.com/watch?v=pBl1kGg8HZs

La Rai festeggia i 20 anni di BLOB con Hello Ghezzy di Mario Verger

La Rai ha dato ampio risalto all’anteprima del nuovo cartone animato di Mario Verger, “Hello Ghezzy!” proprio nella settimana del ventennale della celebre trasmissione Blob. Il cartone animato è un Blob animato proprio su Enrico Ghezzi, il geniale ideatore che parla fuorisinc nelle notti di cinema di RaiTre … ideatore dell’animazione Mario Verger … un cartoonist tra i migliori che la nostra nazione può vantare, una animazione esilarante, una grande sensibilità artistica e grande tecnica. In tre parole Mario Verger? Un grande artista!

Prima di parlare del ventennale di Blob vorrei accennare al fatto che Mario, carissimo amico, sarà presente, attraverso i suoi pensieri e il suo interessante racconto sul mondo del doppiaggio, tra le varie personalità di spicco di questo settore e dello spettacolo, nel libro dal titolo “L’aspirante attore doppiatore”, di prossima uscita e reperibile gratis, a prestito o per consultazioni, a breve, nelle principali biblioteche italiane e nelle migliori scuole di recitazione.

Ieri sera RaiTre ha trasmesso Blob aprendo il programma con un’originale sigla animata dove si vede un realistico Enrico Ghezzi che esce dall’acqua e fa le cose più strane, realizzata con la tecnica del cartone animato, sequenza dove appaiono i titoli iniziali. Ma com’è stata realizzata? Mario mi racconta: ” La prima parte è stata difficilissima: vista la passione di Ghezzi per il cinema, avevo pensato a una sequenza surrealista sulla base dei film di Buñuel e Dalì. Riuscii ad avere la fortuna di conoscere l’unico figlio del celebre Salvador. Fu gentilissimo con me e quando gli spiegai che desideravo omaggiare il papà di Blob, egli ideò, sotto ai miei occhi, un’intera sequenza filmata: Ghezzi che emergeva dal mare come una grande statua, dalla cui fronte si apriva una crepa dalla quale usciva del miele, attirando dalle viscere sottomarine delle minuscole formiche, quando, al contempo, dalla sua testa a propria volta fuoriusciva una cavallo alato bianco, un quadro di Dalì, e tre teste concentriche dello stesso ideatore di Blob, in un’atmosfera cinematografica quantomai surrealista e retrò. Era però difficilissima a realizzarsi cinematograficamente.
Solo per girare questa complicatissima sequenza mi ci volle oltre un mese, lavorando io ancora col tradizionale, cioè sui fogli di acetato comprensivo di ripresa a passo uno su pellicola 35 mm.
Fu un lavoro enorme e sfiancante, circa 720 fotogrammi girati uno alla volta: i disegni di partenza erano stati elaborati dal classico filmato che vede Ghezzi parlare fuori sinc, con la maglietta bianca per intenderci, come ricordato recentemente da Fiorello.
Ogni tavola definitiva venne realizzata su fogli di celluloide enormi, di dimensioni di cm 50 x 70. Poi anche la ripresa fu di una fatica e una difficoltà notevoli: muovere simultaneamente, e per di più a scatto singolo, ciascun personaggio che componeva la sequenza era un lavorone d’altri tempi. La sequenza surrealista venne presentata in anteprima al più importante Festival di Animazione, alla presenza in sala di Lou Romano e Teddy Newton, due degli artefici del film Pixar, The Incredibles.
Ma il cartone animato non poté però essere realizzato subito, visto che, poco dopo, andò perso per un disguido dello sviluppo e stampa nientemeno che il negativo originale. Fu un abbattimento ma, tempo dopo, mi chiamarono per la restituzione della pellicola proiettata al festival e che recuperai come unica copia rimasta, dalla quale in seguito, cambiando ormai stile per il cartoon definitivo, trassi proprio i titoli visti l’altra sera durante l’anteprima in TV…”.

La Rai apre il programma con una citazione in inglese, “Dedicated to CLARA CASTORO, the Girl of Altamura”…

“Si, l’intero film d’animazione, portato a termine pochi giorni fa, ho pensato di dedicarlo proprio a lei, una giovane ragazza scultrice la quale, fra l’altro, oltre ad essere stata a fianco di artisti del calibro di Michelangelo Pistoletto, ha recentemente contribuito al restauro del Teatro Petruzzelli; un’artista di una bravura incredibile, la quale, ancora studentessa, era stata anche mia allieva all’Accademia di Belle Arti. E la Rai durante il festeggiamento di uno dei più importanti programmi della storia della televisione italiana le ha mandato l’ultimo saluto promuovendolo a tutta Italia…

Sempre la Rai in passato ha trasmesso i tuoi cartoon su personaggi famosi e d’attualità: Andreotti, Ambra, Moana Pozzi, Milingo, Pasolini, perfino una satira completa su Berlusconi a cartoni animati, alla pari di quelle dal vero di Travaglio e Luttazzi, la quale ispirò libri e parodie tanto da esser riconosciuta nel 2004 come il “cartoon dell’anno”, visto che Beppe Grillo lo inserì nel suo blog. Hai perfino realizzato per la Rai il primo cartoon sul Papa, tanto che Giovanni Paolo II ti ricevette in Udienza, come mi raccontasti la prima volta che ti intervistai, con la benedizione per il tuo impegno di regista di film d’animazione. Ma com’è nata l’idea di trasformare in cartoon proprio Enrico Ghezzi?

“L’idea ce l’avevo da anni e avevo già fatto un trailer ma non avevo ancora le idea chiare sullo stile definitivo. Blob ha festeggiato i 20 anni, e allora, anziché fare un cartoon Blob generico, perché non farlo direttamente incentrato sul suo ideatore? Ed è stata una sorpresa per tutti gli autori vedere il papà di Blob trasformato per i 20 anni del programma in un cartone animato!”

Come si svolge il cartoon Blob su Ghezzi?

” Nel cartone animato, come avete visto, compaiono personaggi televisivi, fra cui Ferrara, la Guzzanti e Sgarbi; come la citazione con Papa Ratzinger, che vede Ghezzi in una speciale veste celeste di Papa Ghezzingher con tanto di antenna televisiva. Come le parodie di film e telefilm famosi, da Star Ghezz, Ghezzstein a Ghezzinga… Poi c’è anche in testa il Dr. Ghezzyll e Mr. Blob, con un pettinato e sbarbato Ghezzi che, bevendo dall’alambicco il fluido di Blob, si trasforma nel Enrico Ghezzi che tutti conosciamo… fino a trasformarsi un po’ troppo… Non mancano citazioni di cartoon famosi, da The Ghezzons ad Arsenio Ghezzin…

Un vero e proprio Blob a cartoni animati e in prima serata per giunta; ha anche avuto ascolti ottimi: oltre il 15% di share, sarà anche perché trasmesso durante la settimana del ventennale del programma. E’ stato diviso in due parti e praticamente l’intera puntata di Blob era incentrata sul cartoon, dall’inizio al finale del programma…Blob ha delle specifiche durate per ciascuna sequenza, in media di 5 secondi, per non distogliere l’attenzione dello spettatore, e Paolo Luciani, uno degli autori della puntata con Franco Roselli, aveva detto che, essendo il cartoon di tre minuti e mezzo, si poteva spezzettare in piccole sequenze o mandarlo in onda perfino “a puntate”, cosa che a me dispiaceva anche se bisogna tener presente che ogni programma ha le sue regole, e Mamma Rai per quanto non si veda è molto più esigente e tassativa di quanto non sembri.
Il cartoon, visionato nelle sale di montaggio Rai, però, pare sia piaciuto ai blobbisti tanto che, poco prima della messa in onda, mi è stato comunicato che veniva trasmesso interamente durante la puntata, lasciando perfino integri i titoli di testa e di coda”.

Si, infatti abbiamo letto all’inizio e alla fine di Blob la presentazione che ti riguardava coi titoli “Directed and Animated by Mario Verger” e in testa al tutto, la puntata è iniziata proprio con “Blob’s 20th Anniversary”…

“Si, precisamente… E sono contento! Pensate che ai cartoons spesso e volentieri tagliano i nomi dei registi-animatori. Basti ricordare tutta la saga edulcorata nei nomi dei cartoni giapponesi, cosa che si commenta da sé… Per non parlare – e qui si entra nel suo settore – della sottovalutazione di cui hanno dovuto soffrire per decenni gli stessi doppiatori, a proposito dei quali, con l’occasione, so che sta per stampare un libro…”.

Un ultima domanda, dove si vedrà ancora Hello Ghezzy!?

“Sto pensando di aggiungergli una seconda e ultima parte e portarlo ad una durata ulteriore per presentarlo in versione cinematografica al più importante Festival Internazionale del Cinema di Animazione che si terrà quest’anno, visto che in televisione ha avuto ascolti record: quasi 10 milioni di telespettatori! “.

Per vedere “Hello Ghezzy!” su You Tube:
http://www.youtube.com/watch?v=_5o0lIMy6i0

Per vedere alcuni fotogrammi originali del cartoon Hello Ghezzy!:
http://cinemino.kaywa.com/mario-verger/hello-ghezzy.html

Mario mi onorò anche del suo lavoro, in occasione del documentario dedicato al Leggio D’Oro 2007, una animazione, con una particolare tecnica, dedicata al comico Manlio Dovì
fonte: guide.supereva.it

Studio Caba & Chesi – Cerca agenti plurimandatari

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CONCORSO ONCORSO DI ILLUSTRAZIONE “DISEGNI AL SOLE” IIIª EDIZIONE

In occasione della piccola fiera dell’editoria indipendente “Libri al sole”che si terrà a Celle Ligure nei giorni 3, 4, 5, luglio 2009, è indetta la Terza Edizione del Concorso Internazionale di illustrazione “Disegni al sole” aperto ad illustratori italiani e stranieri.
Il concorso vuole evidenziare la capacità delle immagini nella comunicazione di temi d’interesse sociale; come sempre il tema del concorso è l’incontro con le culture diverse e le problematiche ad esso connesse, quest’anno in particolare vogliamo porre l’attenzione sulle emozioni che trapelano quando incontriamo chi appartiene ad un’altra cultura: abbiamo paura o siamo stimolati dalla curiosità e dalla
gioia di conoscere chi è diverso da noi? E in che cosa siamo veramente diversi, in che cosa invece ci
assomigliamo?
I lavori saranno valutati da una giuria composta da editori, illustratori, esperti di intercultura e del mondo infantile.
Con la presente vi invitiamo a partecipare all’evento, di seguito troverete il bando e la scheda da spedire o consegnare insieme all’opera
Ricordiamo che la scadenza per la consegna dei lavori è il 30 aprile 2009.
Per maggiovi informazioni http://www.flashgiovani.it/arte/bandi/id-365/

“CISINTANDEM – PAROLE E CHINA: UN FIUME DI NOIR”.

CIS srl – MOIE DI MAIOLATI SPONTINI (AN)
16 MAGGIO 2009 – BANDO DI CONCORSO
Concorso letterario-grafico a tempo.
DESTINATARI: appassionati di scrittura e di sceneggiatura;
appassionati di disegno e di illustrazione, artisti del fumetto.
TEMA: “Il Noir ed il Fiume”.
ISCRIZIONE: L’iscrizione è aperta a tutti e gratuita. Va effettuata entro il 27/04/2009 (farà fede il timbro postale). Per iscriversi è necessario compilare l’apposito modulo disponibile in download su http://www.cis-info.it
o ritirarne una copia presso le segreterie di Cis Srl., via Fornace n. 25, Moie di Maiolati Spontini (AN), e della Scuola Internazionale di Comics, via Castelfidardo 5/a, Jesi (AN).
Il modulo andrà spedito mezzo posta a:
Cis srl, c/o “CisInTANDEM”, via Fornace 25, 60030 Moie di Maiolati Spontini (AN), o via fax al n. 0731778750.
MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE: Il concorso è aperto a singoli scrittori-disegnatori e a tandem di scrittore+disegnatore raggruppati in max. due persone, che sappiano proporre, nel tempo e nel luogo prestabilito, gli elaborati richiesti dal concorso. La gara si svolgerà dalle 9:30 alle 20:00 presso la sede del Cis, in via Fornace 25, Moie di Maiolati Spontini (AN).
Nel tempo previsto, lo scrittore produrrà un racconto (max. 5000 battute, spazi inclusi, esclusi traccia e titolo) fedele ad una traccia, fornita dall’organizzazione in sede d’evento, inerente al tema, ed il disegnatoreillustratore
produrrà 1 (una) tavola formato A4 con orientamento verticale che sappia rappresentare o riassumere il racconto in un’illustrazione o in una strip a fumetti. Ai fini di un corretto svolgimento dell’evento, agli scrittori è raccomandato presentarsi con un computer portatile, mentre ai disegnatori, muniti di materiale proprio, sarà concesso l’utilizzo di qualsiasi tecnica e stile, colore o bianco e nero. Sarà messo a disposizione un terminale fisso tramite il quale il disegnatore potrà scansionare, digitalizzare e successivamente, dopo eventuale colorazione computerizzata con proprio portatile, stampare la tavola.
Non saranno disponibili computer forniti dall’organizzazione per elaborare i progetti. Non sarà possibile utilizzare internet. Pranzo a buffet e cena saranno offerti dall’organizzazione.
Per maggiori informazioni: CISinTANDEM_2009.pdf

Concorso di illustrazione “Una matita per Poe”

In occasione del bicentenario della nascita di Edgar Allan Poe il blog edgarallanpoe.it bandisce il concorso nazionale di illustrazione “Una matita per Poe”.

Il presente concorso è riservato ad illustratori non professionisti.

Questo concorso vuole rendere omaggio a un grande scrittore americano, che ancora oggi sorprende coi suoi scritti e col mistero che avvolge la sua vita e la sua morte. Ma vuole anche essere uno sprone per i giovani che si avvicinano al mondo dell’illustrazione, che in questa occasione potranno mettere a frutto il proprio talento nel difficile compito di interpretare un’opera di Poe.

Leggi il regolamento del concorso